Legge di Stabilità 2027-2029, Sud chiama Nord presenta oltre 100 proposte. De Luca: «Un miliardo per la Super ZES e risorse certe ai Comuni. Schifani apra il confronto»

Oltre cento proposte articolate in nove grandi aree di intervento, con l’obiettivo di rafforzare gli enti locali, migliorare la qualità dei servizi, accelerare la spesa pubblica e sostenere lo sviluppo economico e occupazionale della Sicilia. È il pacchetto di misure per la Legge di Stabilità regionale 2027-2029 presentato questa mattina dal gruppo parlamentare di Sud chiama Nord nel corso di una conferenza stampa all’Assemblea regionale siciliana.

Ad illustrare le principali direttrici della proposta è stato Cateno De Luca, che ha annunciato l’intenzione di trasmettere già oggi al presidente della Regione Renato Schifani le misure elaborate dal gruppo parlamentare, chiedendo l’apertura di un confronto prima dell’approvazione del disegno di legge da parte della Giunta regionale.

«Mi dicono che domani dovrebbe andare in Giunta la proposta di Legge di Stabilità 2027-2029 del Governo Schifani. Oggi scriverò al presidente e trasmetteremo le nostre cento proposte. Se vogliono cento più IVA, ne abbiamo abbastanza per poter incidere sul funzionamento della macchina amministrativa e soprattutto sulle prospettive strategiche della nostra terra. Se il Governo vorrà ascoltarci, saremo ben lieti di contribuire già nella fase di approvazione del disegno di legge in Giunta. Diversamente faremo la nostra parte nelle commissioni e in Aula».

Le proposte, attualmente in fase di elaborazione, sono suddivise in nove macroaree: rafforzamento degli enti locali; qualità dei servizi ai cittadini; sussidiarietà e decentramento; semplificazione amministrativa e accelerazione della spesa; sviluppo territoriale e incentivazione degli investimenti; creazione di nuovi posti di lavoro e stabilizzazione dei lavoratori precari; salvaguardia dell’ambiente e del territorio; promozione turistica e culturale; mobilità sostenibile e collegamenti tra territori.

Nel corso della conferenza stampa De Luca si è soffermato su alcune delle misure considerate strategiche, a partire dal rifinanziamento della Super ZES siciliana.

**Super ZES, un miliardo nel triennio per rendere strutturale la fiscalità di vantaggio**

Tra le priorità indicate da De Luca figura il rifinanziamento della Super ZES siciliana, il meccanismo di integrazione regionale del credito d’imposta previsto dalla ZES unica nazionale.

«La Super ZES è una norma che Sud chiama Nord ha fortemente voluto e sostenuto. Con la variazione di bilancio sono stati stanziati 209 milioni di euro riferiti all’anno fiscale 2025, consentendo agli imprenditori che hanno investito in Sicilia di arrivare alla compensazione del 100% del credito d’imposta maturato, nei limiti delle intensità massime di aiuto previste dalla normativa europea».

De Luca ha ricordato che nel 2025 gli investimenti realizzati in Sicilia hanno superato i quattro miliardi di euro e che il meccanismo regionale consente di incrementare di circa il 20% la copertura del credito d’imposta rispetto a quella riconosciuta attraverso le sole risorse nazionali.

«Questa è la vera fiscalità di vantaggio. Chi investe in Sicilia deve avere una convenienza concreta rispetto ad altri territori. Per questo chiediamo al Governo di destinare almeno un miliardo di euro nel triennio 2027-2029, assicurando continuità al meccanismo per gli anni fiscali 2026, 2027 e 2028. Dobbiamo dare agli imprenditori certezze e una prospettiva pluriennale».

Secondo De Luca, la stabilizzazione della misura rappresenterebbe un elemento strategico per attrarre nuovi investimenti, favorire l’insediamento di imprese e creare occupazione.

«Con questa operazione possiamo dare un messaggio strategico non soltanto ai nostri imprenditori, ma anche a chi oggi valuta dove investire. La Sicilia deve diventare un territorio nel quale conviene insediare attività produttive, creare occupazione e generare nuova ricchezza».

**Enti locali, intangibilità triennale dei trasferimenti: «Il fondo dei Comuni non può essere il bancomat della Regione»**

Un secondo intervento centrale riguarda la proposta di introdurre il principio dell’intangibilità triennale del Fondo per le autonomie locali e dei trasferimenti regionali destinati ai Comuni.

«Oggi chiediamo ai sindaci di approvare i bilanci entro il 31 dicembre, ma nel frattempo Stato e Regione modificano le risorse loro destinate, costringendo gli enti a continue variazioni di bilancio. È un sistema che produce incertezza, rallenta la programmazione e penalizza soprattutto i Comuni che rispettano le scadenze».

La proposta di Sud chiama Nord prevede di definire per legge, su base triennale, il quadro dei trasferimenti destinati agli enti locali, comprendendo non soltanto i fondi ordinari, ma anche le risorse necessarie a garantire servizi essenziali.

«Vogliamo fotografare il fabbisogno degli enti locali e garantire per tre anni risorse certe, che potranno essere incrementate ma non ridotte. Non è accettabile che il fondo dei Comuni venga utilizzato come un bancomat per coprire le difficoltà della gestione regionale. Chi governa deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte senza scaricarne le conseguenze sui sindaci e sui cittadini».

De Luca ha ricordato come il Fondo per le autonomie locali abbia subito nel tempo una drastica riduzione, passando da oltre un miliardo di euro nel 2012 a circa 365 milioni.

«Abbiamo già contribuito a modificare il sistema dei trasferimenti, consentendo ai Comuni di ricevere prima le risorse ed evitare il ricorso alle anticipazioni di tesoreria, con un risparmio sugli interessi. Ora dobbiamo completare questo percorso, introducendo una programmazione triennale stabile. È una norma di buon senso, che non comporta nuovi costi e restituisce autonomia agli enti locali».

Nell’ambito delle misure per il rafforzamento della programmazione finanziaria, De Luca ha inoltre richiamato la necessità di introdurre strumenti preventivi di riconciliazione dei bilanci tra Comuni e società partecipate, per assicurare coerenza tra obiettivi strategici, trasferimenti, crediti e debiti del gruppo pubblico locale.

**Pubblica amministrazione, la proposta di istituire il Direttore generale della Regione**

Un altro punto qualificante del pacchetto riguarda la riorganizzazione della macchina amministrativa regionale, attraverso l’istituzione della figura del Direttore generale della Regione Siciliana.

La proposta prevede un vertice amministrativo con funzioni di coordinamento dei dipartimenti regionali, monitoraggio dell’attuazione degli obiettivi strategici, accelerazione della spesa e intervento nei casi di inerzia amministrativa.

Il Direttore generale, secondo l’impostazione elaborata da Sud chiama Nord, dovrebbe operare in raccordo con il presidente della Regione, coordinare i dirigenti generali, verificare il rispetto dei cronoprogrammi e attivare, nei casi previsti, procedure di diffida e sostituzione per superare ritardi e inadempienze.

De Luca ha contestato l’impostazione della riforma della dirigenza attualmente all’esame dell’Ars, ritenendola insufficiente rispetto alle esigenze di funzionamento dell’amministrazione regionale.

«Non ho capito che cosa ci sia di realmente riformatore in questa proposta. Si interviene sulle fasce e su alcuni aspetti organizzativi, ma non si affronta il problema fondamentale: il funzionamento della macchina amministrativa. Paradossalmente oggi un sindaco di una città metropolitana ha strumenti di intervento più efficaci rispetto al presidente della Regione».

«Non vogliamo invadere le competenze gestionali dei dirigenti. La distinzione tra indirizzo politico e gestione deve rimanere, ma chi governa deve avere strumenti per pretendere il raggiungimento degli obiettivi nei tempi stabiliti. Non possiamo continuare ad avere procedure che rallentano ogni decisione e rendono estremamente difficile intervenire sulle inefficienze».

De Luca ha annunciato che il gruppo dedicherà una specifica conferenza stampa alle proposte di riorganizzazione della dirigenza e dell’amministrazione regionale.

**Sanità, maggiore ruolo ai sindaci nella valutazione dei servizi e dei manager**

Tra i temi affrontati anche la necessità di rafforzare il ruolo dei sindaci nel controllo della qualità dei servizi sanitari.

«I sindaci sono le sentinelle dei territori. Devono poter intervenire quando un ospedale non funziona e devono poter esprimere una valutazione sulla qualità dei servizi e sull’operato dei manager e dei dirigenti sanitari. Non possiamo lasciare che la valutazione della sanità rimanga circoscritta al rapporto tra chi nomina e chi viene nominato».

Per De Luca occorre introdurre un sistema di monitoraggio e valutazione più ampio, capace di coinvolgere anche i rappresentanti istituzionali delle comunità locali.

«La politica deve assumersi la responsabilità delle nomine, ma servono controlli plurimi, trasparenti e fondati sui risultati. Solo così possiamo rompere quei meccanismi patologici che troppo spesso hanno condizionato il funzionamento della sanità siciliana».

**Terzo mandato dei sindaci, chiesta la convocazione della Conferenza dei capigruppo**

In apertura della conferenza stampa, De Luca ha affrontato anche il tema dei limiti di mandato dei sindaci siciliani, annunciando di avere scritto al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno per chiedere la convocazione della Conferenza dei capigruppo e la calendarizzazione della norma sul terzo mandato.

«In Sicilia continua a esistere una disparità rispetto alla normativa nazionale. Mentre lo Stato ha eliminato il limite dei mandati per i Comuni sotto i cinquemila abitanti e ne consente tre consecutivi per quelli fino a quindicimila, la nostra Regione mantiene regole più restrittive. È un’anomalia che deve essere superata».

De Luca ha richiamato anche il caso del sindaco di Serradifalco, rieletto nonostante i limiti previsti dalla legislazione regionale, evidenziando la necessità di una soluzione normativa che tuteli la volontà espressa dagli elettori e garantisca certezza giuridica agli atti amministrativi.

«Il Governo regionale non può continuare a lasciare irrisolta una situazione del genere. Il Parlamento deve intervenire per allineare la disciplina siciliana a quella nazionale. Non è accettabile che i sindaci continuino a subire disparità di trattamento rispetto agli altri livelli istituzionali».

**Legge di Stabilità, nessun voto precostituito: «Dipenderà dalla disponibilità del Governo al confronto»**

Rispondendo alle domande dei giornalisti, De Luca ha infine chiarito che la posizione di Sud chiama Nord sulla manovra finanziaria non sarà condizionata dagli accordi politici nazionali con il centrodestra.

«L’accordo nazionale con il centrodestra è un accordo nazionale e prevede mani libere in Sicilia. Chi vuole chiarimenti può rivolgersi ai propri leader nazionali. Noi non abbiamo alcuna subordinazione rispetto alle dinamiche della maggioranza regionale».

Quanto al voto sulla Legge di Stabilità, De Luca ha ribadito che la valutazione dipenderà dall’atteggiamento del Governo nei confronti delle proposte presentate.

«Possiamo votare sì, possiamo votare no, possiamo fare ostruzionismo costruttivo però intervenendo su ogni singola norma. Se il Governo si apre a proposte di buon senso, possiamo anche sostenere il percorso della Legge di Stabilità con una plateale astensione. Se invece non intende accogliere le nostre proposte, in Aula valuteremo articolo per articolo che cosa fare».

La disponibilità al confronto, ha sottolineato De Luca, non rappresenta dunque un’apertura politica alla maggioranza regionale, ma la volontà di misurarsi sui contenuti della manovra e sulle risposte da dare ai territori.

«Se il Governo vuole darci un motivo per votare la Legge di Stabilità, deve dimostrare un’apertura alle nostre proposte. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma vogliamo risposte concrete sulle questioni che riguardano il futuro della Sicilia».

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